E’ questione ormai di davvero pochi giorni l’attesa dei tifosi della disciplina del biathlon per vedere in pista i propri beniamini partendo come consuetudine dalla gara, prevista dal calendario internazionale, nella località di Oestersund (SWE) domenica 26 novembre con le specialità della staffetta mista, due donne e due uomini, e della staffetta singola, una donna ed un uomo. E proprio mentre la stagione olimpica sta per decollare, abbiamo avuto l’occasione di fare quattro chiacchiere al telefono con l’atleta che, assieme all’ alpino Dominik WINDISCH  fu medaglia di bronzo nella specialità staffetta mista a Sochi 2014, ovvero l’altoatesina Karin OBERHOFER.

La storia di Karin non è più una sorpresa si sa, è particolare ed affascinante, ed ha inizio molti anni fa quando entrò a far parte della squadra di biathlon del Comitato Alto Adige, sino ad arrivare a essere atleta di prestigio entrando a far parte delle fila del Gruppo Sportivo dell’Esercito, riuscendo attraverso un percorso, a volte anche difficoltoso, a conquistare la sua prima medaglia mondiale, il bronzo nella staffetta 4x6 km a Nove Mesto (CZE) nel 2013.

Da li il fenomeno Oberhofer ha avuto la consacrazione vera e propria a Sochi 2014, dove come già citato sopra conquista la medaglia di bronzo all’ olimpiade Russa, sfiorando lo stesso successo nella gara sprint che la vede piazzarsi al quarto posto. Motivata più che mai da questi successi, si prepara come sempre nel periodo estivo con costanza e dedizione, per migliorarsi giorno dopo giorno, regalandoci nel marzo 2015 altri strepitosi risultati. Infatti ai Campionati del Mondo stagionali, a Khontiolati (FIN) a distanza di due giorni uno dall’altro l’alpina originaria di Velturno conquista un bronzo nella steffetta donne 4x6km, ed il primo  bronzo individuale della storia nella gara mass start 12,5 km. Nella stagione successiva arriva ad Hochfilzen (AUT) la prima vittoria  nella storia della staffetta femminile italiana, alla quale Karin ha dato un’ ottimo supporto, e tanti altri risultati di prestigio per la campionessa altoatesina.

La stagione 2016/17 inizia un po in salita, nonostante la preparazione estiva svolta senza intoppi particolari, Karin non riesce ad esprimersi in gara ai suoi livelli…da li a poco la lieta notizia che porterà la biathleta alla vittoria più bella ed importante della sua vita, la maternità e la nascita nel mese di luglio del piccolo Paul. Un lieto evento che si contrappone alla perdita del padre, campione paralimpico di handbike nel febbraio 2016, un esempio di vita che Karin ha sempre ammirato, stimato e cercato di imitare, dalla professionalità sportiva al gran cuore e sorriso che sapeva regalare a tutti. E proprio in memoria del padre, la scelta di chiamare questo dono di vita, Paul.

Al telefono Karin ci parla del suo perido di  maternità nel quale ha condotto uno stile di vita sereno e tranquillo, continuando gli allenamenti adattando le uscite in base al fisico, che piano piano subiva il dolce processo di trasformazione per preparasi ad accogliere una nuova vita,sino alla data del 11 luglio, quando finalmente è arrivato al mondo il piccolo Paul.

Da li tutto è cambiato, ovviamente in meglio ci dice Karin al telefono…la maternità mi ha insegnato ad ascoltare meglio il mio corpo, a dare priorità essenziali, a responsabilizzarmi ancora di più, arrivando per sino a calmarmi e affontare la quotidianità in maniera più leggera. Il periodo estivo è trascorso velocemente, gli allenamenti sono ripresi piano piano, a volte anche con il piccolo Paul al mio seguito, magari nello zainetto durante una camminata in montagna, o durante la palestra, sempre pronta per l’allattamento che per scelta ho deciso di continuare per il bene di mio figlio. So di aver suscitato nella gente sia una sorta di apprezzamento per ciò che sto facendo ma sono allo stesso tempo consapevole che qualcuno non possa condividere la mia scelta di mamma/atleta. Ho deciso di seguire il mio istinto, affrontando questa nuova sfida lasciandomi alle spalle eventuali critiche, ringraziando chi invece crede in me come la mia famiglia, supporto indispensabile ogni giorno, il Centro Sportivo Esercito, che è per me una seconda famiglia, la Federazione Italiana Sport Invernali, i miei sponsor e tutti i miei tifosi.

Il bambino è un angelo e mi permette di svolgere regolarmente le mie attività di allenamento, al punto tale che grazie alla collaborazione di mia mamma, e del mio compagno e allenatore Alex ho potuto recarmi in questi giorni ad Obertilliach (AUT) per riprendere gli allenamenti sugli sci. La neve qua è arrivata naturalmente, proprio come per me è stato naturale rimettere gli sci ai piedi. La sensazione è unica, quei gesti che prima erano routine quotidiana oggi hanno un altro valore per me..riesco ad apprezzare ogni singolo istante dell’allenamento, non importa quanto duro sia..sono molto più sensibile alle piccolezze, dal rumore sotto i miei piedi della neve, l’aria fredda che sfiora il mio viso durane una lunga discesa, l’odore della polvere da sparo al poligono… la voglia di fare bene come sempre per rientrare a casa ed abbracciare mio figlio.

Per questa stagione agonistica ormai alle porte non ho grandi pretese, se non di dare il meglio di me stessa per ringraziare tutti coloro che mi hanno supportata. So di avere lacune atletiche di preparazione, non so quanto grandi ed importanti, ma non importa..il sorriso di mio figlio sarà una buona ragione per non abbattersi e migliorare giorno dopo giorno…la strada è lunga, il percorso sarà valutato volta per volta, ma in linea di massima dovrò gareggiare in Coppa Italia e non ho ancora deciso in quale data ci sarà il mio debutto da neo mamma, per poi risalire a gradini in  un eventuale Ibu Cup e poi………..poi si vedrà. Quest’ anno la Val Ridanna, dove vivo attualmente, ospita i Campionati Europei, uno stimolo in più per provare ad esserci….il sogno olimpico è giusto pensarlo…ma con la dovuta cautela, senza pretendere nulla da me stessa, senza pressioni…

Per il futuro non faccio previsioni, non posso sbilanciarmi se non per mio figlio che sarà sempre e comunque al primo posto per ogni mia decisione, ogni scelta. Non voglio perdermi nulla di lui, perché merita la priorità assoluta. Ho l’esempio di molte biathlete che sono diventate mamme e continuano l’attività sportiva anche in Coppa del Mondo come la francese Marie Dorin – Habert o la bielorussa Darya Domracheva, io amo il mio lavoro e spero che con il tempo tutti i tasselli si incasteranno per continuare…..

Nella foto Karin Oberhofer al poligono a Obertilliach…