Una medaglie di Bronzo storica, quella conquistata dal quartetto azzurro del biathlon già capace di mettersi in evidenza ai Giochi Olimpici. Una riconferma mai scontata e sudata fino alla fine, complice un poligono condizionato dal vento e forse da una condizione ancora da aggiustare in vista delle gare individuali. La narrazione va da sè con una solidissima Lisa Vittozzi ad aprire la prima frazione in testa su tutte, senza incertezze al poligono e a consegnare il testimone alla compagna Wierer con 4 sec di vantaggio sulla Norvegia e 16 sulla Svezia.

Più complicata la seconda frazione, nella quale Dorothea Wierer ha condotto una gara sugli sci stretti convincente tanto da tenere il passo della norvegese Eckhoff. Le ricariche di troppo e l’influenza del vento, specie nel poligono in piedi, hanno comunque permesso di cambiare insieme ad una travolgente Germania che ha imposto il ritmo con una Hermann scatenata nell’ultimo giro di frazione. Lukas Hofer ha avuto un compito difficile nel partire con due campioni del calibro di Jhonnes Boe per la Norvegia e Peiffer per la Germania. Nella prima serie a terra, nonostante le tacche date dall’atleta altoatesino sono arrivati i primi due errori che hanno allontanato l’Italia a 18 secondi dopo la prima serie a terra.

Nella seconda serie in piedi è giunto invece il momento cruciale della gara degli azzurri, dove per un attimo gli errori di Hofer hanno rischiato di condizionare per il peggio la gara. Un ottima lucidità e conduzione delle ricariche ha permesso alla staffetta azzurra di uscire pulita e cambiare per l’ultima frazione con un ritardo di 56 secondi dalla testa, ma con un margine sugli inseguitori di 40 sec.

Il C.le Magg. Sc. Dominik WINDISCH ancora una volta si è visto consegnare, come già in occasione olimpica, la responsabilità di portare in Italia una possibile medaglia. Consistente la prova dell’Alpino di Courmayeur che, con due ricariche alla prima serie a terra, ha mantenuto il margine sugli inseguitori fino al secondo poligo. Qui l’incertezza conclusiva gestita con una lucidità mentale degna dei campioni internazionali. Due errori, coperti con tre ricariche, che in un attimo potevano cancellare le speranze di una medaglia hanno invece visto lasciare il poligono ad un Windisch capace di controllare la rimonta della Svezia, in quel momento unica squadra in grado di impensierire l’altoatesino. Il resto si direbbe essere storia.

Ancora una medaglia da questo format di gara che tante gioie ha regalato all’Italia. Un Bronzo storico se si analizza il fatto che è la prima medaglia nel format conquistata in una manifestazione iridata.