Il Monte Bianco è “La Montagna” per definizione per gli alpinisti del mondo intero. La miriade di vie aperte sul massiccio dalla nascita dell’alpinismo ad oggi e la facilità di accesso, la rendono una delle destinazioni imprescindibili per tutti coloro che sono appassionati di misto, roccia e ghiaccio. Gli alpinisti della Sezione Militare Alta Montagna, essendo di base alla Caserma Perenni di Courmayeur, frequentano ovviamente da sempre la zona, ripetendone gli itinerari più prestigiosi e aprendo nuove vie.

Nonostante l’abitudine a questa montagna, con un po di fantasia e variando la chiave di interpretazione il Monte Bianco può regalare ancora delle belle avventure e fornire nuovi challenge.  La motivazione del doversi preparare alla spedizione al Nemjung di quest’autunno, un 7140 lontano dalle rotte commerciali, è stata forse la scintilla che ha spinto Marco FARINA, a percorrere alcune delle classiche per eccellenza: l’Aiguille Noire, la via Bonatti al Pilastro Rosso del Brouillard, l’omonima cresta e l’integrale di Peuterey. Nonostante la bellezza di questi itinerari, la loro ripetizione per degli alpinisti del calibro di Marco FARINA e del suo fortissimo compagno di cordata Gabriele Carrara uscirebbe di poco dalla routine quotidiana. Quello che rende il mese di luglio della SMAM molto particolare, è la rilettura di queste ascensioni, concatenandole, come nel caso di Aiguille Noire, Pilastro Rosso e Cresta del Brouillard, oppure percorrendoli in velocità dal fondovalle, vedi Integrale di Peuterey.

Ad inizio luglio, il grande caldo ha spinto Marco e Gabriele a cercare una via prevalentemente rocciosa per salire in cima al Bianco, partendo dal fondovalle. Se si pensa alla roccia, la sud dell’Aiguille Noire di Peuterey è una delle cime più significative dell’intero massiccio. Una volta attraversata rapidamente sud-nord la Noire (poco più di 7 ore per la salita dal fondovalle) per fare tappa al Rifugio Monzino, cercando altro granito, lo sguardo viene immediatamente catturato dai pilastri e dalla cresta del Brouillard. Non poteva che essere quella la via di uscita ideale per la Cima del Monte Bianco.
Alle undici ore di scalata, ne sono seguite altre per il rientro a valle passando dalla via Normale Italiana, chiudendo cosi questa particolare “integrale ad S” nata dal’interpretazione delle condizioni di caldo estremo che purtroppo più che anomale stanno diventando la normalità.

Dal caldo eccezionale delle Alpi Occidentali, l’intero gruppo della SMAM composto da Marco MAJORI, Alessandro ZENI, Marco FARINA e il coordinatore Denis TRENTO, si è trovato proiettato nelle più fresche Dolomiti, per partecipare all’esercitazione alpinistica delle Truppe Alpine “Lavaredo 2019”. Il gruppo ha potuto scalare le due vie più impegnative della parete Sud della Cima Piccola, nel magnifico scenario delle Tre Cime di Lavaredo: “Otzi Trift Yeti” e “Gelbe Mauer”Il partecipare a questa attività è stata l’occasione di poter condividere con colleghi e superiori il lavoro che la SMAM porta avanti da anni sulle nostre montagne e su quelle di tutto il mondo, ricevendo elogi e apprezzamenti da militari di ogni livello.

Il back to back alle Alpi è stato molto intenso per Marco FARINA. In questi ultimi anni la regola aurea è stata quella di prendere le condizioni quando ci sono, perché non è garantito che il giorno seguente ci saranno ancora.
Con una nuova ondata di caldo alle porte, il poter fare un ulteriore “Grande Salita” doveva passare per forza di cose attraverso uno stile leggero e veloce. Portare questo approccio su una via complessa come l’integrale di Peuterey non era per niente scontato, sopratutto rinunciando a qualsiasi assistenza esterna e avendo quindi TUTTO il materiale e il bere necessario nello zaino fin dalla partenza dal Camping “La Sorgente” in Val Veny. Nonostante ciò, la via è stata percorsa in poco più di 15 ore (un alpinista forte impiega mediamente due/tre giorni per uscire dalla via), più le canoniche 6 ore per l’eterno rientro a Valle dal Rifugio Gonella.

Queste salite non sono e non pretendono di essere ovviamente delle prime o dei record, ma lo stile di rilettura e gli incredibili tempi registrati sono indice di esperienza e fantasia, oltre che di grandissima competenza, motivazione e preparazione. Per portare a termine tutto ciò bisogna che la cordata funzioni alla perfezione e Marco Farina non poteva trovare socio migliore in zona di Gabriele Carrara, forte e motivato alpinista, reduce da una primavera spesa a salire quasi tutti i 4000 delle alpi e in quel periodo impegnato nella fase di alta montagna dei Corsi Aspiranti Guide della Lombardia.

Riportiamo sotto i dati tecnici ed i tempi di percorrenza di queste vie svolte nel mese di Luglio…

04 Luglio
Camping La Sorgente – Aiguille Noire di Peuterey 7h 15’
Aiguille Noire di Peuterey – Rifugio Monzino 4h 45’.

05 Luglio
Rifugio Monzino – Via Bonatti al Pilastro Rosso del Brouillard – Cresta del Brouillard – Monte Bianco 11 Monte Bianco – La Visaille (Val Veny) 6 h

Note tecniche:
Cresta Sud Aiguille Noire de Peuterey: 1100m TD
Pilastro Rosso del Brouillard “Via Bonatti”: 400m TD+
Cresta del Brouillard: 500m D

09-11 Luglio Parete Sud Cima Piccola, Tre Cima di Lavaredo:

Note Tecniche:
Otzi Trift Yeti: 340m (10 L)/VIII+/7a+ (VIII-/6C+ obbl)/RS3/II
Gelbe Mauer: 340m (11 L)/VIII+/7a+ (VIII-/6C+ obbl)/S2/II

19 Luglio Intergale di Peuterey:

Tempi:
Val Veny – Aiguille Noire de Peuterey: 5h 30’
Aiguille Noire de Peuterey – Aiguille Blanche: 4h 30’
Aiguille Blanche – Pilier d’Angle: 3h 20’
Pilier d’Angle – Monte Bianco: 15h 20’
Monte Bianco – La Visaille (Val Veny) 6 h

Note Tecniche

Cresta Integrale di Peuterey: 4500m TD+